La mia raccolta di libri e riviste che hanno guidato la mia formazione professionale e non
#Giornali e riviste
Anno LX N. 28 - 14 Luglio 1968 - Lire 120
Anno LXI N. 24 - 15 Giugno 1969 - Lire 130
Anno I N. 1 - 2 Gennaio 1972 - Lire 200
# I giornali della mia infanzia
## Il Corriere dei Piccoli / Il Corriere dei Ragazzi
Da quando ho imparato a leggere, il **Corriere dei Piccoli** è stato una delle mie letture preferite, un compagno fedele che mi ha accompagnato per tanti anni nella mia crescita. Quello storico settimanale, nato nel 1908 e diventato poi **Il Corriere dei Ragazzi** negli anni '70, ha rappresentato per me molto più di un semplice giornalino.
Tra le sue pagine ho scoperto personaggi indimenticabili, storie avventurose e fumetti che hanno alimentato la mia fantasia. Era un appuntamento fisso, un momento di pura gioia quando arrivava in edicola. Le illustrazioni colorate, i racconti educativi ma mai noiosi, le rubriche dedicate ai giovani lettori: tutto contribuiva a creare quel mondo magico che solo l'infanzia sa regalare.
Il passaggio dal "Corriere dei Piccoli" al "Corriere dei Ragazzi" ha segnato anche la mia evoluzione come lettore: crescendo insieme al giornale, ho potuto apprezzare contenuti sempre più maturi mantenendo però intatta quella curiosità e quella meraviglia che solo le belle letture sanno suscitare.
Tra tutti i personaggi che hanno popolato quelle pagine, uno in particolare è rimasto nel mio cuore: **Il signor Bonaventura**. Chi potrebbe dimenticare quel simpatico protagonista che, dopo ogni sua avventura o buona azione, veniva puntualmente ricompensato con un milione di lire? Quella formula magica finale era diventata un ritornello che aspettavo con impazienza, un elemento di continuità che rendeva ogni storia speciale e rassicurante.
Il signor Bonaventura rappresentava un mondo dove la bontà veniva sempre premiata, dove fare del bene aveva sempre un lieto fine. Era un messaggio semplice ma potente per un bambino: essere generosi e altruisti porta sempre a qualcosa di buono.
Quei giornali hanno lasciato un segno profondo nella mia formazione, insegnandomi l'amore per la lettura e stimolando quella curiosità verso il mondo che ancora oggi mi accompagna
#Figurine
# Quando le figurine raccontavano la storia: i miei "Uomini Illustri" contro i calciatori
*Metà anni Sessanta, l'Italia del boom economico*
Era il 1965, forse il '66. Nelle cartolerie di tutta Italia impazzava la febbre delle figurine Panini dei calciatori. I miei compagni di classe arrivavano a scuola con le tasche piene di bustine, pronti a scambiare doppioni di Rivera con quelli di Mazzola, a cercare disperatamente quel Sivori che mancava per completare la Juventus.
Ma io, già allora controcorrente, avevo fatto una scelta diversa.
## La mia piccola ribellione culturale
Mentre tutti impazzivano per i campioni del pallone, io collezionavo gli **Uomini Illustri**. Una raccolta Panini molto meno popolare, ma infinitamente più affascinante ai miei occhi di bambino curioso. Al posto di Gianni Rivera avevo Leonardo da Vinci. Invece di Giacinto Facchetti, preferivo Cristoforo Colombo. Al posto delle maglie a strisce bianconere, le toghe dei filosofi greci.
Era una collezione diversa, elegante, educativa. Ogni figurina raccontava una storia, una scoperta, un'epoca. C'erano scienziati come Galileo Galilei e Isaac Newton, letterati come Dante Alighieri e William Shakespeare, esploratori, inventori, artisti che avevano cambiato il mondo con le loro idee.
## Gli scambi impossibili
Il problema era trovare qualcuno con cui scambiare. Mentre in cortile risuonavano grida come "Chi ha Boninsegna doppione?" o "Cerco Riva per completare il Cagliari!", io giravo con il mio raccoglitore chiedendo timidamente: "Qualcuno ha Michelangelo doppione?"
Gli sguardi perplessi dei miei compagni erano eloquenti. Che ragazzino strano ero, preferire un pittore del Rinascimento a un centravanti della Nazionale! Ma io andavo avanti per la mia strada, orgoglioso della mia piccola biblioteca illustrata.
## Più di un semplice hobby
Oggi, ripensandoci, capisco che quella raccolta fu molto più di un semplice passatempo. Ogni figurina era una lezione di storia, di arte, di scienza. Leggendo le brevi biografie sul retro, imparavo che Alessandro Magno aveva conquistato un impero prima dei trent'anni, che Mozart aveva composto la sua prima sinfonia a otto anni, che Marie Curie era stata la prima donna a vincere un Premio Nobel.
Era cultura spicciola, se vogliamo, ma pur sempre cultura. Mentre i miei amici imparavano formazioni e marcatori, io assorbivo date storiche e scoperte scientifiche. La mia cameretta era tappezzata di geni invece che di campioni.
## Il valore della controtendenza
Quel piccolo gesto di ribellione - scegliere Archimede invece di Altafini - forse diceva già molto del bambino che ero e dell'uomo che sarei diventato. La tendenza a nuotare controcorrente, a cercare la strada meno battuta, a privilegiare la sostanza alla superficie.
Non che ci fosse nulla di male nelle figurine dei calciatori, sia chiaro. Ma la mia scelta degli "Uomini Illustri" era sintomatica di un carattere che già allora preferiva la profondità alla popolarità, la cultura alla cronaca sportiva.
## Un insegnamento che dura
Completai mai quella raccolta? Francamente non lo ricordo. Ma ricordo perfettamente l'orgoglio di possedere quegli album, la soddisfazione di conoscere le vite di quei grandi personaggi, il piacere di essere diverso dalla massa.
Oggi, in un'epoca di omologazione digitale, quel bambino degli anni Sessanta che sceglieva Leonardo da Vinci invece di Luigi Riva mi fa sorridere. Era già evidente, in quella piccola scelta quotidiana, la voglia di tracciare un percorso personale, di coltivare interessi autentici anche quando andavano contro la corrente.
Le figurine si perdono, i calciatori invecchiano e vanno in pensione. Ma Dante, Galileo e Michelangelo restano per sempre. E forse è questo che, inconsciamente, avevo già capito in quegli anni lontani, quando nelle cartolerie tutti compravano bustine di calciatori e io, testardo, continuavo a cercare i miei amati "Uomini Illustri".
---
*Un piccolo ricordo personale che racconta, forse, molto di più di quanto sembri a prima vista.*
Edizioni Panini Modena
#Astronomia
Autori: Herbert S. Zim
Robert H. Baker
V Edizione: maggio 1971
Pagine: 160
Prezzo: Lire 650
Autore: P. ANDRENELLI
Edizione: Maggio 1968
Pagine: 280
Prezzo: Lire 1200
Autore: Wolfgang Schroder
Edizione: Luglio 1974
Pagine: 272
Prezzo: Lire 750
Autore: Ginestra Amaldi
Edizione: Febbraio 1967
Pagine: 140
Prezzo: Lire 500
#Misteri
Il pianeta sconosciuto di Peter Kolosimo
Oscar Mondadori - Ed. 1975 - Pag. 241
##I MISTERI DEL NOSTRO PIANETA
#Enigmi, leggende e misteri irrisolti della Terra
Il nostro pianeta nasconde ancora innumerevoli segreti e misteri che continuano ad affascinare ricercatori, esploratori e curiosi di tutto il mondo. Dalle antiche civiltà perdute alle stranezze geologiche, dai fenomeni inspiegabili alle teorie alternative sulla storia dell’umanità, la Terra rimane un libro aperto su pagine ancora da decifrare.
##LETTURA CHE MI HA SEGNATO
##“Il Pianeta Sconosciuto” di Peter Kolosimo
Un libro che ho letto da ragazzino e che mi ha aperto gli occhi su un mondo di misteri e possibilità. Kolosimo, con il suo stile avvincente, esplorava teorie alternative sulla storia dell’umanità, antiche civiltà perdute e fenomeni inspiegabili che sfidavano le conoscenze convenzionali dell’epoca.
Questo libro rappresenta per me l’inizio di una passione per l’ignoto e il misterioso. Pur mantenendo oggi uno spirito più critico verso certe teorie, riconosco l’importanza di quel primo incontro con il senso del mistero e della meraviglia che il nostro pianeta sa ancora suscitare.
Kolosimo aveva il dono di trasformare ipotesi ardite in racconti affascinanti, mescolando archeologia, storia e speculazione in un cocktail irresistibile per la mente curiosa di un giovane lettore. Le sue pagine parlavano di antichi astronauti, di tecnologie perdute, di civiltà sommerse e di enigmi archeologici che ancora oggi stimolano il dibattito scientifico.
##ALCUNI DEI GRANDI MISTERI TERRESTRI
#Civiltà Perdute
Atlantide, Lemuria, le città sommerse del Mediterraneo. Storie di civiltà avanzate che potrebbero aver preceduto la nostra storia conosciuta, lasciendo tracce enigmatiche nel mito e nella leggenda.
#Monumenti Enigmatici
Stonehenge, le Piramidi di Giza, i Moai dell’Isola di Pasqua, le linee di Nazca. Costruzioni che sfidano la nostra comprensione delle capacità tecnologiche degli antichi.
#Fenomeni Geologici Inspiegabili
Rocce che si muovono da sole nella Death Valley, formazioni rocciose impossibili, grotte con proprietà acustiche straordinarie.
#Misteri Biologici
Creature criptozoologiche, specie “impossibili” ritrovate in luoghi remoti, ecosistemi che sembrano appartenere ad altri mondi.
#Anomalie Storiche
Oggetti fuori dal tempo (OOPArt), mappe antiche di terre non ancora scoperte, conoscenze astronomiche presso popoli che non dovrebbero possederle.
##RIFLESSIONI
La lettura di Kolosimo mi ha insegnato che il mondo è molto più misterioso e affascinante di quanto spesso crediamo. Anche se molte delle sue teorie più ardite sono state ridimensionate dalle scoperte successive, il valore del suo approccio rimane: mantenere viva la curiosità, non dare mai nulla per scontato, e ricordare che la scienza progredisce anche grazie a chi osa porre domande scomode.
Oggi, con Internet e le moderne tecnologie di ricerca, abbiamo strumenti più raffinati per indagare questi misteri. Ma quella sensazione di meraviglia davanti all’ignoto, quella che provai leggendo “Il Pianeta Sconosciuto”, rimane uno dei doni più preziosi che un libro possa fare a un lettore.
I misteri del nostro pianeta ci ricordano che, nonostante tutti i progressi della scienza e della tecnologia, la Terra conserva ancora molti segreti da svelare. E forse è proprio questo senso del mistero a rendere la vita più interessante e l’esplorazione più entusiasmante.
#Informatica
Autore: Alfonso Danza - Edizioni A.G.E.S.A. - 1988 - Prezzo: Lire 20.000
Il libro del mio Prof. di Informatica delle Superiori, Alfonso Danza, un testo fondamentale nella mia formazione, che mi ha permesso di schematizzare ogni problema che dovevo risolvere, grazie ai diagrammi a blocchi. Mi piace ricordare la definizione di algoritmo presente nella prefazione del libro "Un algoritmo è una successione logica di passi finiti, non ambigui, atti a risolvere il problema affrontato".
# Un ricordo di PC Professionale
Per oltre trent'anni, PC Professionale è stata molto più di una semplice rivista di informatica: è stata una guida, un mentore silenzioso e una finestra sempre aperta sul futuro tecnologico. Sfogliare le sue pagine mese dopo mese ha significato intraprendere un viaggio continuo di scoperta e apprendimento.
Dalle prime guide sui sistemi operativi alle recensioni approfondite dell'hardware più innovativo, dalla programmazione alle reti, fino all'evoluzione del web e delle tecnologie emergenti: PC Professionale ha saputo raccontare l'informatica con rigore scientifico e passione autentica. Ogni numero era un concentrato di conoscenza tecnica accessibile, capace di trasformare concetti complessi in sapere pratico e applicabile.
La rivista ha accompagnato generazioni di appassionati, professionisti e curiosi digitali, contribuendo a formare quella cultura informatica che oggi diamo per scontata. I suoi articoli di approfondimento, i tutorial dettagliati e le analisi lungimiranti hanno alimentato la curiosità e la competenza di migliaia di lettori, creando una comunità di persone che guardavano al futuro tecnologico con occhi esperti e consapevoli.
Anche se oggi l'informazione tecnologica viaggia principalmente online, il valore formativo di PC Professionale rimane immutato nei ricordi e nelle competenze di chi, come me, ha trovato in quelle pagine non solo notizie, ma vera e propria formazione. Un patrimonio di conoscenza che continua a vivere nel lavoro quotidiano di tutti coloro che hanno imparato a "pensare digitale" grazie a questa straordinaria pubblicazione.
*Grazie, PC Professionale, per aver reso l'informatica non solo comprensibile, ma appassionante.*
I Sistemi Operativi: dal DOS all'UNIX (passando per Windows)
MS-DOS (Microsoft Disk Operating System)
È un sistema operativo a riga di comando, sviluppato da Microsoft, che ha dominato il mercato dei PC negli anni '80 e '90.
Forniva un'interfaccia testuale per interagire con il computer.
Era alla base dei primi sistemi Windows.
Windows 3.x, in informatica, indica gli ambienti operativi Microsoft Windows prodotti da Microsoft tra il 1989 ed il 1995 (Windows 3.0, Windows 3.1, Windows for Workgroups 3.1, Windows 3.2 e Windows for Workgroups 3.11). I Windows 3 non erano dei sistemi operativi veri e propri, ma erano "ambienti operativi" grafici da installare su MS-DOS.
L'interfaccia di Windows 3.x veniva utilizzata anche per l'installazione dei sistemi operativi Windows 9x.
UNIX è un sistema operativo multiutente, multitasking e portabile, sviluppato originariamente nei Bell Laboratories tra gli anni '60 e '70. Scritto principalmente in linguaggio C, è famoso per aver gettato le basi per molti sistemi operativi moderni, come macOS, Android e le distribuzioni Linux. UNIX è caratterizzato da una filosofia di design che privilegia la semplicità e l'efficacia, con ogni programma che esegue una singola funzione e l'uso di un'interfaccia a riga di comando chiamata Shell per l'interazione utente.
La Programmazione: DBIII Plus
dBase, scritto anche dBASE è un software per la gestione di database (DBMS), archivi dati, tabelle, report in ambiente MS-DOS e Windows. È costituito da un ambiente operativo e di sviluppo che utilizza una serie di comandi e istruzioni che agiscono sugli archivi. Sia l'ambiente operativo sia i comandi hanno seguito un'evoluzione nel corso degli anni, differenziandosi a seconda della versione del software messa in commercio. Gli archivi, formati da record e da campi, devono essere definiti sia per il nome sia per la tipologia dei dati inseriti, ossia dai tipi di campi costituenti la tabella. È prevista l'indicizzazione degli archivi grazie all'utilizzo di chiavi primarie e secondarie.
dBase III - Corso di Programmazione di Renato Croce (Gruppo Editoriale Jackson) - Gennaio 1987 - Prezzo Lire 22.000
CLIPPER: La naturale evoluzione del dBIII Plus
Il grande manuale
Clipper è un versatile linguaggio di programmazione di alto livello. È stato ed è usato prevalentemente per creare programmi gestionali integrati basati su database relazionali in ambiente DOS, ma la sua potenza e flessibilità (unita alla caratteristica architettura aperta) sono quelle tipiche dei linguaggi general-purpose.
Clipper il grande manuale di Edward W. Tiley (Gruppo Editoriale Jackson)
Edizione 1990 - Prezzo Lire 75.000
Tecniche di programmazione
Clipper Tecniche di programmazione di Gary Beam (Gruppo Editoriale Jackson)
Edizione 1989 - Prezzo Lire 38.000
Libreria per il programmatore
Clipper Libreria per il programmatore di Vanni Pesce (Gruppo Editoriale Jackson)
Edizione 1990 - Prezzo Lire 42.000
Il pacchetto Office che semplificava e semplifica le principali attività in casa ed ufficio